MARISA TAFI
Marisa Tafi è nata a Monteverdi Marittimo (PI) il 21 luglio 1941, vive ed opera a Nepi (VT) con studio in via TermoLarte, 60, Telefono 3494114791.
Marisa Tafi frequenta giovanissima il Liceo artistico di Via Ripetta a Roma dove consegue il diploma, successivamente frequenta altresì Accademia di Belle Arti nella stessa città.
I suoi maestri sono stati Afro, Gastone Novelli, Marcello Avenali, Consolazione e Nino Franchina. La pittrice toscana inizia la sua attività artistica nel 1956, e dal 1960 partecipa con grande successo a varie biennali ed estemporanee in Italia e all’estero.
Attiva partecipante della vita artistica nazionale e internazionale, ha allestito ed eseguito numerose mostre personali e collettive, tra le pià recenti si ricordano: Roma; Isola Tiberina; Il Saggiatore Galleria Kether; Palazzo Valentini; Mostra Mercato Venturina; Athena Arte; La Pigna; FIDIA; Pulchrum.
Hanno scritto di lei i maggiori studiosi e critici d’arte dei quali si ricordano:
L. Servolini, E. Natali, M. Rivosecchi, F. Simongini, G. Petroni, A. Rosselli, S. Spartà, G. L. Rondi e tanti altri.
Diversi articoli riguardante la sua attività artistica sono apparsi su alcuni dei principali quotidiani italiani, tra i quali:
La Repubblica, IL Messaggero, Il Tempo, La Nazione, Il Resto del Carlino, Il Telegrafo, Il Popolo, L’Unità, Il Giornale D’Italia.
Le sono stati dedicati servizi televisivi e radiofonici da:
Tg1, Tg3, Gr1, Gr2 e Telemontecarlo.
E’ presente nei maggiori cataloghi d’arte tra i quali:
Bolaffi n°16, Ultimora 1988, Catalogo dell’Arte Moderna Italiana n°31, Selezione Arte Italiana ’96, Catalogo Internazione d’Arte Moderna: M D S n°8, Edizioni d’Arte Sepifin-CIDA – Roma.
… Apprensiva ad ogni minimo avvenimento, Marisa Tafi ci presenta immagini spietate, rese con una forza inconsueta, espressionistica. Tanto è fragile l’aspetto fisico della pittrice, tanto è forte e sostenuta la sua gamma di colori, un cupo meditare su figure che diventano emblemi del nostro vivere quotidiano, una pittura che si rasserena e si fà più idilliaca negli ultimi paesaggi.
Franco Simongini
